motivazioni del premio per PRIMI BACI
Il nostro è un premio che intende dare un riconoscimento a un lavoro che abbia avuto un senso e un risalto all’interno della Val Brenta.
Quest’anno la scelta è caduta su Cristina Obber.
Cristina ha fatto con questo libro un lavoro da ascoltatrice; l’ascolto dell’esperienza del primo bacio di persone che ormai sono anziane, quell’esperienza umana che era indimenticabile e straordinaria cento anni fa così come oggi.
Ne è uscito un lavoro didascalico e pulito, oserei dire un lavoro in punta di piedi, dove la mano dell’autrice non invade mai l’ingenuità e la freschezza di quei racconti e ce li riporta fedeli e schietti come la gente che li racconta.
E sono così interviste in cui il primo bacio è un rito atteso e agognato ma anche sorvegliato con la coda dell’occhio dalla famiglia, dalla comunità, dalla chiesa.
Storie dove la religione si confonde con il paganesimo o la magia, dove il peccato è l’eterno guardiano e il sempre efficace spauracchio, storie il cui accendersi o dipanarsi è spesso correlato ai movimenti della natura o alle esigenze primarie della terra.
E in epoca come la nostra, dove scandalizzarsi è francamente ormai impossibile e l’asticella del pudore è innalzata altissima, leggere storie così piene di grazia di fronte all’amore e al sesso, ci fa guardare a quegli anni come a un’era lontana vista da un altro pianeta…
premio
recensione
| IL LIBRO |
| "Primi baci" , diciotto storie che sanno d'amore e di passato |
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| Bassano (fd) Si comincia a leggere il primo racconto di "Primi baci" di Cristina Obber, libro appena edito da Attilio Fraccaro, e contemporaneamente si capisce che il proposito del "finita questa mi fermo" verrà puntualmente infranto. Diciotto storie ricavate da altrettante interviste che la giornalista ha realizzato suonando campanelli sconosciuti, abbordando persone al bar o all' ospizio. Ventuno protagonisti nati tra il 1912 e il 1939 ai quali è stata rivolta la stessa richiesta: raccontare il proprio primo bacio. Ne nascono storie in cui, grazie anche alla scelta di trascrivere fedelmente i racconti soltanto "traducendoli" dal dialetto, è impossibile non immedesimarsi e farsi coinvolgere da ciò che, insieme ai ricordi d' amore, torna alla luce: il passato locale e la storia mondiale. Emerge un universo in cui dominano il lavoro nei campi ("Quando è nata la mia prima figlia ho smesso di raccogliere tabacco alle undici e mezza, e a mezzo botto era nata", racconta Laura, classe 1923), la Chiesa e il suo terrorismo psicologico secondo il quale tutto è peccato, anche partorire o ballare: allora, come dice Antonia, "comandava il prete". Ma vengono a galla anche la povertà e, con questa, la morte: donne vedove poco dopo il matrimonio, e madri che hanno dovuto sopportare le morti dei propri figli, gran parte a causa della difterite e sotto i tre anni. Sullo sfondo, anche gli eventi nazionali e non solo: la tendenza all' emigrazione che si stava diffondendo in quegli anni in Italia, soprattutto verso l' Australia e la Germania, e la seconda guerra mondiale, della quale affiorano i ricordi più dolorosi: i bombardamenti, i partigiani impiccati, la prigionia nei lager tedeschi. Come le scatole cinesi, dunque, questi universi si chiudono l' uno sull' altro condensandosi attorno ai vissuti personali, continuando a parlarci nonostante il tempo che passa. |
Presentazione a GENOVA
la passeggiata librocaffè, piazza di Santa Croce 21 GENOVA
mercoledì 16 aprile 2008 ore 19:30
primi baci con Cristina Obber
Qualche mese fa durante una serata musicale, il tango
di Piazzolla, Galliano,… leggemmo alcune
interviste/testimonianze, tratte da un libro particolare:
primi baci di Cristina Obber,
attiliofraccaroeditore.
“Primi baci” raccontati da uomini e donne italiani,
nati tra il 1912 e il 1939. Esistenze faticose, votate al
lavoro e all’obbedienza, ma che rivelano anche una
forza d’animo, coraggio e capacità di ribellione, che
portò molti di loro a partire per paesi lontani.
Questa sera siamo in compagnia dell’autrice
giornalista, che ci racconterà direttamente
l’esperienza legata a questo libro: un documento di
tempi e luoghi a noi vicini, molto vicini.
In lontananza melodie argentine… di Alfredo Bocchi.
recensione
IL GIORNALE DI VICENZA
Mercoledì 19 Dicembre 2007 bassano Pagina 38
IL LIBRO. Raccolti da Cristina Obber a Solagna e in Valbrenta
I “Primi baci”
del tempo che fu
di Elena Castellan
Dell'Italia della prima metà del Novecento, si ricordano soprattutto le sofferenze causate dalle due guerre, la fame, la miseria e l'indelebile dolore per le persone care che in quella tragedia trovarono la morte.
Anche in quegli anni così difficili, tuttavia, i giovani s'innamoravano e gongolavano per l'emozione irrefrenabile del “primo” bacio, concesso in segreto e gustando tutta l'ebbrezza del “proibito” come se fosse la più grande conquista.
A questi attimi, rubati ad una quotidianità di stenti, è dedicato il nuovo libro di Cristina Obber, corrispondente del nostro giornale che vive a Solagna: “Primi baci”, pubblicato in questi giorni da Afe Editore.
In un centinaio di pagine, l'autrice ha trascritto i ricordi di alcuni anziani di Solagna, incontrati dal fruttivendolo e al bar o suonando al campanello di casa loro.
Ne è uscita una piacevole pubblicazione da leggere tutta d'un fiato per immergersi in quel mondo di speranze e di sogni, in cui bastava uno sguardo d'intesa per ritrovarsi all'altare dove il “ ;sì” era per sempre.
Più che il tipo di lavoro o lo stipendio, contavano la “volontà di lavorare” di una persona ed il ligio rispetto delle indicazioni del parroco.
Sfiorarsi prima del matrimonio era peccato ma qualche bacio scivolava sulla guancia, leggero e impalpabile come la purezza, ma così penetrante da ricordarlo ancora dopo tanti anni.
«Una sera al cinema - spiega Cristina Obber - ripensando alla magia del primo bacio, mi sono resa conto che i giovani l'hanno persa poiché, oggi, tutto è possibile e già assodato. Ho pensato, quindi, che poteva essere interessante dimostrare loro il valore che il bacio aveva in passato».
Rosetta e Giacomo sono i primi protagonisti di questo variegato racconto, riferito da Cristina Obber senza mediazioni e da cui emerge anche l'esistenza delle persone intervistate, impegnate nel lavoro dei campi e spesso costrette all'emigrazione.
In alcuni casi, il tanto atteso marito non ha portato la felicità alle giovani spose quanto piuttosto una quotidianità di solitudine con la fatica dei numerosi figli da crescere o i suoceri in casa da accudire: «L'idea originaria del libro - spiega ancora la Obber - prevedeva un esito esclusivamente romantico ma per alcune di queste donne le speranze giovanili sono state disattese. Forse, l'aver visto i cambiamenti soc iali subentrati in seguito, ha dato loro la consapevolezza di aver perso qualcosa e il rammarico di essere state succubi della Chiesa di allora e della famiglia di tipo patriarcale».
Malgrado questi episodi, la maggior parte delle testimonianze si snoda sul profumo dei fiori d'arancio, sbocciati nel garbato galateo amoroso che ha come sfondo la contrada, la sagra del paese o la strada sterrata che portava al lavoro.
recensione
LIBRI: “Primi baci”, emozioni senza tempo
Posted in La nuova Alba | 04 dicembre 2008 | Trackback
Dalla recensione di un libro, all’incontro con la scrittrice,
a volte accade che…
Cristina Obber nasce a Cismon Del Grappa nel 1964.
Scrittrice, è corrispondente per “Il Giornale di Vicenza”
L’ho incontrata perchè colpita da suo libro ed è stato
subito chiaro che non poteva essere diversa, personalità
semplice ma allo stesso tempo molto raffinata ed attenta
alle piccole cose della vita. In “Primi baci” raccoglie
memorie di persone nate tra il 1912 ed il 1939 sollecitate
da una domanda comune: “Ricorda il suo primo bacio?”
Positiva sorpresa per la scrittrice l’aver sottovalutato
l’impatto umano e l’empatia che si può creare grazie
ad una semplice domanda, apparentemente leggera. Se
dapprima gli intervistati potevano apparire diffidenti e
peprlessi dell’interesse per la loro semplice vita, abbassano
le barrire difensive probabilmente rassicurati dai modi
di Cristina e si instaura con la scrittrice un rapporto quasi
confidenziale. Dal ricordo più o meno sbiadito di un
bacio innocente, pezzi di storia, contornati da sofferenza,
lavoro, fatica, disinformazione tipica dell’epoca, ma
anche di grandi amori dove l’uno si fa supporto e collaboratore
dell’altro, con l’altro. Ciò che desidera sottolineare
Cristina Obber con questo libro è la differenza di velocità
con cui ci approcciamo alle situazioni oggi,fattore che
tende a togliere il gusto dell’attesa, quel saper aspettare,
desiderare… Ma quel bacio, è indelebile? A volte accade
di dimenticare, come racconta Iole nata nel 1916 “…Son
vecchia… ma era come baciare un puteo, non c’era la
malizia di adesso…” Quanta tenerezza nel leggere, evidente
l’ingenuità con cui venivano vissute le prime esperienze
amorose ma, quanta sofferenza determinata dal
condizionamento a volte eccessivo per la non conoscenza
che, bene o male modifica la percezione e l’evoluzione di
molte situazioni nella vita - ad alcuni racconti, un nodo
alla gola… - “Primi baci” si svela con delicatezza, non
solo emozioni di attimi d’amore, tutt’altro, ne rapporta
l’ambiente, il periodo storico, la cultura, attraverso estratti
di vite che riaffiorando alla mente descrivono eventi che
precedono l’incontro fra due persone e ciò che a volte
ne consegue. Ma cos’è un bacio? “… è un sussurro, è
un sospiro…” lo racconta così in una poesia M. Brunell
svelando la magia di un momento che a volte rimarrà
impresso in modo indelebile per l’intensità e ci accompagnerà
per tutta la vita. Osservando la copertina del libro,
cattura la mia attenzione un sorriso ed una mazzo di fiori
fra le braccia di una ragazza ed un ricordo mi sfiora… il
profumo di lavanda che usciva dai cassetti del comò della
nonna, sapeva “di buono” proprio come questi racconti.
Forse anche per questo non puoi evitare di provare un
profondo rispetto pur sembrando a volte quasi assurdi, se
confrontati con il senso di oggi.
Michela Battagello
intervista Libreria La Bassanese - Bassano del Grappa

| INCONTRI SENZA CENSURA |
| Ritanna Armeni: «Per le donne che sbagliano non c’è nessuna protezione» |
| Venerdì 17 Aprile 2009, |
| Bassano “Gli uomini quando sbagliano si rialzano, hanno a disposizione una struttura protettiva, invece una donna che sbaglia è ‘fregata’ e per sempre”. Così Ritanna Armeni, giornalista, scrittrice e conduttrice televisiva ha concluso l’altra sera alla libreria Bassanese in uno degli “Incontri senza censura”. A fare gli onori di casa Marco Bernardi che, nel presentare l’ultima fatica della giornalista “Prime donne”, ha osservato: “E’ un libro interessante e che provoca delle riflessioni fin dall’inizio, con le molte domande sulla questione femminile”. Il dibattito e l’incalzante intervista all’autrice sono state condotti da Cristina Obber. “Le donne non dividono il potere con gli uomini – ha iniziato Armeni – quando raggiungono posizione di vertice, spesso non è per una loro conquista, ma perché ‘sponsorizzate’ da uomini. Gli esempi di donne con capacità non mancano: Indira Gandhi, in quanto figlia di Nehru o Nilde Jotti, compagna di Togliatti.” L’idea di scrivere il libro è nata due anni fa alimentata da una forte rabbia. “Il trattamento di Ségolène Royal durante la campagna elettorale è stato un fatto scandaloso, mi sono chiesta perché una donna, proprio in Francia, venisse trattata con tanto disprezzo”. L’autrice si interroga sulle motivazioni della mancanza di potere alle donne. Significativa anche la campagna elettorale di Hillary Clinton. “Hillary è determinata e preparata, la “sgobbona”, la capacità per vincere non c’entrava, ma solo essere donna o uomo”. Una donna con le rughe è vecchia, un uomo con le rughe ha invece esperienza; un uomo quando sbotta si arrabbia, una donna è invece dipinta come isterica. Dove le donne sono al potere c’è però meno corruzione. “Le donne disprezzano i privilegi, la segretaria e l’autista. Secondo studi non pubblicizzati della Banca mondiale, dove governano le donne c’è meno corruzione, tangenti e bustarelle”. E sulle quote rosa l’autrice che è favorevole: “Il Parlamento è pieno di uomini stupidi – ha detto con ironia – ci sarà effettiva parità quando avremo presenti lo stesso numero di donne stupide. Allo stato attuale sono poche, molto competenti e preparate”. Ma una certa responsabilità ce l’hanno anche le donne, “Servirebbe maggiore audacia, un loro impegno personale e collettivo”. Antigone, personaggio della mitologia greca che per dare degna sepoltura al fratello disobbedì al re e fu punita pagando con la propria vita, per la giornalista sarebbe rappresentante della condizione delle donne del mondo: “Non abbiamo la forza di far cambiare la società e per questo in un certo senso moriamo”. L.F. |
evento - Gitando Mistery - VICENZA
LUNEDÌ 20 APRILE 2009
LIBRI. Silvano Ferraro e Cristina Obber
Autori bassanesi
protagonisti
a "Gitando Mistery"
Scrittori bassanesi protagonisti a “Gitando.Mistery”, lo speciale padiglione allestito quest’anno nell’ambito di Gitando.Vi. l’ex fiera del tempo libero di Vicenza.
La manifestazione, organizzata da “Vicenza è”, era dedicata ai misteri e alle curiosità della storia e della tradizione del territorio vicentino e ha ottenuto un grande successo, richiamando moltissimi visitatori.
Sul palcoscenico nella giornata clou, quella di domenica, tra anguane e folletti sono saliti anche due tra gli autori più apprezzati della realtà bassanese, Silvano Ferraro e Cristina Obber.
Il primo, redattore del nostro Giornale, ha presentato “La fabbrica di bambini”, un avvincente giallo ambientato fra Bassano e l’Altopiano di Asiago che, dopo avere ottenuto un notevole successo in zona, si sta proponendo molto bene anche a livello triveneto.
La vicenda ha per protagonista un carabiniere, chiamato ad investigare sui misteriosi affari di una clinica specializzata nella ricerca genetica e nella clonazione umana. Omicidi, strani incidenti e una dolce storia d’amore colorano la vita di un piccolo paesino di montagna che si affaccia sulla Valbrenta.
Cristina Obber, collaboratrice del nostro Giornale, ha illustrato invece “Primi baci”, che è stato ai primissimi posti nelle vendite locali lo scorso anno.
Il libro ripercorre tradizioni e usanze del nostro territorio attraverso il racconto di toccanti storie d’amore narrate direttamente dai protagonisti.
Con i due scrittori, a Gitando.Mistery, c’era anche l’editore Attilio Fraccaro, che attualmente sta lavorando ad una serie di proposte dedicate alla riscoperta della storia, della cultura e della tradizione del Bassanese.








